Scontro tra un barbaro ed un romano in "Barbari"

Barbari: la battaglia di Teutoburgo diventa una serie tv

Locandina Ufficiale Barbari

Barbari

Titolo Originale: Barbaren
Anno di produzione: 2020
Paese di Produzione: Germania
Genere: Storico, Epico, Drammatico

Produzione: Gaumont, Netflix
Distribuzione: Netflix
Ideatori: Arne Nolting, Jan-Martin Scharf e Andreas Heckmann

Regista: Barbara Eden
Stagione: 1
Episodi: 6
Attori: Gaetano Aronica, Jeanne Goursaud, Laurence Rupp, David Schütter, Bernhard Schütz.

Trama Barbari – Prima stagione

Ci troviamo nel 9 d.C.: diverse tribù germaniche si uniscono per sfidare le storiche e imbattibili legioni romane in una battaglia leggendaria che successivamente verrà definita “battaglia di Teutoburgo”, proprio perchè avvenuta in quella foresta. Si tratta di una battaglia che cambierà la storia dell’Europa. Al centro di questo sanguinoso scontro vi sono tre amici d’infanzia legati da un destino che molto presto si trasformerà in qualcosa di tragico. I tre ragazzi guideranno l’esercito dei barbari, diventando la forza più importante di questa lotta contro il potere romano. La serie tv segue quindi il loro percorso caratterizzato da lealtà e tradimento, amore e odio e che porterà i tre giovani ad una prova drammatica della loro amicizia.

La figlia del principe cherusco Thusnelda (Jeanne Goursaud) e il guerriero Folkwin (David Schütter) sono segretamente una coppia. Gli occupanti romani del governatore Varo (Gaetano Aronica) chiedono continuamente tributi alle tribù germaniche, che a causa dell’odio interno, non riescono a fare un’alleanza per difendersi. Thusnelda e Folkwin decidono di agire umiliando l’impero rubando l’aquila simbolo del potere romano.

ll governatore romano, per difendere l’onore, manda suo figlio adottivo a parlare con i germani , ma il giovane ufficiale (Laurence Rupp) ha un segreto che lo lega strettamente a Thusnelda e Folkwin. Si ritroverà così a scegliere il proprio destino, seguendo le sue origini e tradendo il popolo romano. I tre diventeranno la forza della rivolta, che unisce le tribù in un esercito. Insieme offriranno un’ultima battaglia alle legioni romane, che cambierà per sempre anche le vite dei tre amici.

Recensione Barbari

Si tratta della prima storica serie originale targata Netflix e del primo prodotto tedesco nato dalla collaborazione tra quest’ultimo e Gaumont. Il risultato è un dramma ricco d’azione ed epicità, ma anche coinvolgente dal punto di vista emotivo. Nata dall’idea di Jan Martin Scharf e Arne Nolting insieme ad Andreas Heckmann, i quali hanno svolto anche il ruolo di sceneggiatori. Nella rappresentazione, Barbara Eder (regista) si basa su ciò che ha caratterizzato la vera battaglia di Teutoburgo del 9 d.C. avvenuta tra germani e romani arricchendola di un pizzico di fantasia e magia che non guastano mai in una realizzazione storica che narra avvenimenti così lontani dai nostri giorni.

E quando va tutto male, c’è sempre bisogno dell’aiuto dei Dei”.

cit. Arminius

Analisi Barbari

Il primo prodotto storico targato Netflix realizzato in Germania potrebbe far storcere il naso ai molti, ma in realtà il risultato è qualcosa di piacevole e scorrevole. Racchiudere la trama in soli sei episodi permette alla serie di concentrarsi totalmente sulla battaglia, senza andare a creare molti intrecci e perdite di tempo, fatta eccezione per le storyline dei tre ragazzi protagonisti che nonostante tutto, proprio a causa della velocità della serie, mancano di caratterizzazione e finiscono per essere messe in secondo piano non permettendo al telespettatore di creare empatia nei loro confronti.

Il protagonista principale resta Arminius che con il tradimento fatto al popolo che l’ha cresciuto ed educato scatena e incoraggia i barbari alla ribellione. Il risultato è un alternarsi di azione ed epicità, che lascia spazio a pochi monologhi e dialoghi tra i vari personaggi che nel loro piccolo risultano però, essere molto efficaci. Nonostante la dinamicità e le continue peripezie, nel corso dei primi cinque episodi ci si ritrova in punti morti che in una serie tv con soli sei episodi non dovrebbe accadere.

L’attesa però, culmina nell’ultimo episodio che vale tutta la serie. L’epicità raggiunge il culmine durante la battaglia, travolgendo lo spettatore e trasportandolo quasi all’interno del campo di battaglia. Cinquanta minuti fatti di strategia pura che grazie ad un ottimo montaggio risultano essere piacevoli alla vista, non stancando mai chi guarda. Memorabile il monologo che a fine battaglia Arminius ci regala nei confronti del suo padre adottivo Varo.

Molti attori alla prima esperienza sul piccolo schermo, non sono stati di grande impatto, ma comunque non sono risultati spiacevoli. Spiccano sicuramente le interpretazioni di Lauren Rupp nei panni di Arminius e dell’italiano Gaetano Aronica (volto conosciuto per alcuni piccoli ruoli nelle fiction Mediaset) nel ruolo di Varo. In conclusione possiamo dire che la serie poteva e doveva essere sicuramente sviluppata meglio, ma ciononostante il prodotto è qualcosa che può accompagnare qualche serata in cui lo spettatore ha voglia di guardare qualcosa che possa regalare emozioni forti e dare la carica.

Le vostre armature invincibili sono diventate il vostro fardello. Ma la cosa più importante è riconoscere la più grande debolezza dell’avversario e concentrare tutta la forza proprio in quel punto.

E la tua più grande debolezza è stata la fiducia in me.

Mi domando per cosa hai combattuto tu e se ne sia valsa la pena. Non hai mai capito che si può vivere diversamente da te. Credere in modo diverso, sentire in modo diverso e pensare in modo diverso da te”.

cit. Arminius

Note Positive

  • Battaglia Finale
  • Monologo Arminius
  • Veridicità storica

Note Negative

  • Poca caratterizzazione dei personaggi
  • Lentezza di alcuni episodi

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