Arizona si scatenò… E li fece fuori tutti (1970): intervista al regista Sergio Martino

Sergio-Martino

“Ricordo le mie prime insicurezze, le angosce dei cambiamenti della luce, la tecnica delle riprese, diversa da quella documentaristica, l’uso dei carrelli, l’uso della ‘notte americana’ per girare di giorno sequenze notturne. Il regista, come nello splendido film di Truffaut Effetto Notte (1973), è la persona a cui tutti domandano tutto e non sa cosa rispondere”

(Sergio Martino, Mille peccati… Nessuna Virtù?)

Intervista sul film Arizona si scatenò… E li fece fuori tutti a cura di Emanuele Marchetto

Informazioni sul film di Sergio Martino

Dopo un altro film-inchiesta  sui misteri degli Stati Uniti d’America (America così nuda, così violenta, 1970), Martino esordisce nel cinema narrativo con un western, il seguito apocrifo di un film di Michele Lupo e con Giuliano Gemma nel ruolo dell’eroe: Arizona Colt (1966), scritto da Ernesto Gastaldi su soggetto di Luciano Martino. Questo secondo capitolo, dal titolo Arizona si scatenò… e li fece fuori tutti, esce nel 1970, anno di svolta per il genere, il quale verrà contaminato da pesanti elementi humor. È dello stesso anno infatti il ben più noto Lo chiamavano Trinità, scritto e diretto da E.B. Clucher (Enzo Barboni), che detterà le regole per questo nuovo genere ibrido.

Nel film di Sergio Martino Anthony Steffen sostituisce Giuliano Gemma nel ruolo dell’eroe. Nonostante un’invidiabile professionalità nella messa in scena, la pellicola non dosa accuratamente l’umorismo e la violenza, dando vita ad un prodotto divertente ma non indimenticabile.

Estratto dell’intervista a Sergio Martino

Ci parli della sua prima regia di un film di fiction.

“Era un surrogato di quei western che se ne facevano tanti in Italia, anche se in una fase non proprio all’apice del successo”

Dove fu girato?

“Lo girammo (quasi) tutto nei dintorni di Madrid. Una Madrid ancora franchista (…) Poi fu completato a Roma”

Se non sbaglio lei ha firmato anche la fotografia di un film western, o sbaglio?

“Non ho mai fatto il direttore della fotografia. È una delle poche attività del cinema che non ho mai fatto (…) in circostanze particolari ho fatto anche lo  stantman”