Arca Russa

Arca Russa: Un viaggio nella storia

Recensione e analisi del film Arca Russa, di Aleksandr Sokurov, presentato nel 2002 al Festival di Cannes
arca russa film locandina

Arca Russa

Anno: 2002

Paese di Produzione: Russia, Germania

Genere: storico, fantastico

Produzione: Egoli Tossell Film, Fora Film, The Hermitage Bridge Studio

Regia: Aleksandr Sokurov

Sceneggiatura: Aleksandr Sokurov, Anatoli Nikiforov, Boris Khaimsky, Svetlana Proskurina

Fotografia: Tilman Büttner

Montaggio: Stefan Ciupek, Sergej Ivanov, Betina Kuntzsch

Musiche: Sergei Yevtushenko

Durata: 96 minuti

Attori: Aleksandr Sokurov, Sergei Dontsov, Mariya Kuznetsova, Leonid Mozgovoy, Mikhail Piotrovsky, David Giorgobiani, Aleksandr Chaban

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Trailer russo di Arca Russa

Recensione di Arca Russa

Arca Russa è stato presentato nel 2002 al 55° Festival di Cannes. Il film è interamente ambientato all’interno del museo dell‘Ermitage ed è girato tramite un unico piano – sequenza.

Sokurov ci porta, quasi tenendoci per mano, all’interno del museo, mostrandoci le immense sale e le meravigliose opere in esso contenute attraverso il suo sguardo, in diverse epoche. La ripresa è infatti la soggettiva del regista stesso, di cui sentiamo esclusivamente la voce, mentre dialoga con l’unica persona capace di vederlo: un diplomatico francese, che lo accompagna lungo il viaggio e commenta ciò che accade intorno a lui, interagendo spesso con i vari personaggi all’interno del Palazzo d’Inverno.

Trama di Arca Russa

Sokurov, di cui si può sentire esclusivamente la voce, si ritrova improvvisamente nel Palazzo d’Inverno, circondato da presone in abiti ottocenteschi, che non rispondono alle sue domande e sembrano non vederlo, finché non incontra uno straniero, anch’egli disorientato, che gli rivolge subito la parola e cerca di capire, insieme al protagonista, cosa stia succedendo. I due seguono i personaggi e si guardano intorno, capendo subito di essere stati proiettati in una sorta di varco spazio – temporale. Andando avanti nel percorso, infatti, incontreranno gli zar e la zarina Caterina, gli ospiti del palazzo, fino a trovarsi di fronte anche il direttore del museo e i turisti. La storia si intreccia, dunque, all’interno di un unico luogo, scenario di balli, arte e distruzione.

Analisi di Arca Russa

Fin dall’inizio il tema predominante di Arca Russa è quello dell’arte in ogni sua forma. I due protagonisti commentano le opere esposte e le decorazioni delle varie sale, trovando un forte legame con l’arte occidentale, in particolare nella ripresa dei motivi decorativi del Vaticano e nell’utilizzo dello stile Impero. Nella contemplazione delle opere entrano in gioco tutti i sensi. Viene infatti citato spesso l’odore dell’olio dei quadri, c’è un disperato bisogno di contatto fisico con la materia. Il misterioso accompagnatore si trova infatti più volte ad accarezzare le statue e a odorare i quadri da vicino, fino a essere invitato da una visitatrice del museo a parlare con una delle opere esposte. Ne emerge una continua ricerca della bellezza e viene affermata l’immortalità dell’arte:

Chi sono costoro? Persone immortali. Vivete, sopravviverete a tutti!

cit. Sergei Dontsov in Arca Russa

La bellezza è un altro tema dominante di Arca Russa. Si trova negli spettacoli teatrali, nell’arte e nella vita stessa. Lo straniero chiede infatti, a un certo punto, se il protagonista preferisca la bellezza o la sua riproduzione, mettendo in evidenza il rapporto tra la realtà e la sua riproduzione artistica, nella ricerca di qualcosa d’altro. Più volte entrano in scena giovani ragazze con abiti sfarzosi e capelli lunghissimi, che corrono e ballano lungo i corridoi e le sale del Palazzo. L’intero film sembra essere un inno alla vita, accompagnato da dolci valzer e canzoni russe. Anche la musica accompagna, quindi, i due fortunati ospiti del Palazzo, che sembrano muoversi in una lunga danza, ricordando quasi il Paradiso dantesco. Anche la danza è presente in più punti del lungometraggio, in un climax che porta al meraviglioso ballo finale. La vita però non è solo danze e feste di corte ma anche dolore. I due, infatti, si ritrovano a un certo punto in periodo di guerra, circondati da bare e inseguiti da un uomo intento a costruirsi la sua bara. La vita è un flusso, qualcosa che scorre continuamente, come le onde del mare, che ci appare, infine, fuori dall’ingresso del Palazzo, accompagnato dalle parole di Sokurov.

Guardi, c’è il mare tutto intorno, dovremmo navigare per sempre e vivere per sempre.

cit. Aleksandr Sokurov in Arca Russa

Note Positive

  • Sceneggiatura molto curata
  • Fotografia impeccabile
  • Costumi realistici
  • Temi affrontati
  • Unico piano-sequenza

Note Negative

  • Nessuna

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