Lela Loren in Altered Carbon 2

Altered Carbon 2: Recensione senza spoiler

Recensione della seconda stagione di Altered Carbon 2, dal romanzo Bay City di Philip K. Dick con Anthony Mackie.
altered carbon 2 locandina

Altered Carbon 2

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: fantascienza, azione

Distribuita da: Netflix

Ideata da: Laeta Kalogridis

Stagione: 2

Episodi: 8

Attori: Anthony Mackie, Renée Elise Goldsberry , Simone Missick, Martha Higareda, Chris Conner, Lela Loren, Dina Shihabi, Torben Liebrecht

Trailer italiano di Altered Carbon

Recensione di Altered Carbon 2

Dopo due anni di distanza dalla prima stagione, Netflix rilascia sulla sua piattaforma on demand Alterd Carbon 2 il 27 febbraio 2020 presentando allo spettatore una serie piuttosto divergente da quella che avevamo conosciuto nel 2018 sia per i toni narrativi che si distanziano dal crime – noir dei primi dieci episodi che ricordavano, seppur lontanamente, Blade Runner, sia per un ricambio d’interpreti, partendo proprio dal protagonista Takeshi Kovacs, ora sulle spalle dell’attore Anthony Mackie, famoso per il suo ruolo di Falcon nella saga degli Avengers.

La serie, composta questa volta da solo otto episodi, è seguita da un film anime, Resleeved, rilasciato il 19 marzo 2020. Il lungometraggio vede la mano dell’artista manga Yasuo Ōtagaki. La realizzazione di questa estensione dell’universo mostra, ottimamente, come Netflix tenga particolarmente a questo mondo ispirato dal romanzo Bay City di Philip K. Dick.

Trama di Altared Carbon 2

Trentanni dopo gli eventi del caso Bancroft.

Trep è una cacciatrice di taglie che si reca in un pub in cui deve trovare e catturare per conto di un Mat ( abbreviazione di Matusalemme) un fuggitivo: Takeshi Kovacs, l’ultimo spedi del cosmo. Qui la donna fa la conoscenza prima di Poe, l’intelligenza I.A. dell’uomo e poi riesce, in maniera piuttosto semplice, a catturare lo stesso Kovacs che sfrutta come copertura un corpo femminile, esibendosi come cantante all’interno di un locale. Fatto prigioniero viene condotto da un Mat con cui andrà a stringere un patto: l’ultimo spedi dovrà proteggerlo e in cambio riceverà un nuovo corpo, migliorato nel combattimento per scopi militari, e riceverà informazioni sulla sua ossessione e amore: Quellcrist Falconer.

Quando Kovacs si risveglierà, in maniera traumatica all’interno della nuova corporatura, fa una terribile scoperto: il Mat è morto definitivamente dato che perfino la sua stessa pila è stata distrutta e dunque non sa più come poter trovare la donna che ama. L’uomo si rende conto di essere ritornato nel pianeta da lui tanto odiato in cui sembra essere ristoppiata lo scontro tra governo e i Quellisti, ma quando ha perso le speranze ecco che fa la sua comparsa Quellcrist Falconer in veste d’assassina di Mat e mostrando gravi disfunzioni psichiche

Analisi di Altered Carbon 2

Abbandonato lo stile noir la serie va ad abbracciare uno stile maggiormente action eliminando all’osso i momenti più puramente riflessivi e d’introspezione dei personaggi, che se nella prima stagione risultavano interessanti e ben costruiti ora appaiono sbiaditi e bidimensionali partendo proprio dal suo protagonista che perde il suo spessore emozionale donatogli anche dall’attore svedese Joel Kinnaman che era stato in grado di entrare in simbiosi con Kovacs, elemento che è mancato nell’interpretazione di Anthony Mackie anche a causa di una sceneggiatura non sempre all’altezza e che lo mostra solo in una versione da combattente e in una più sentimentalista ma senza quella capacità di scrittura che un personaggio del genere doveva possedere. Interessante risulta essere il rapporto dell’uomo con la sua fiamma Quellcrist Falconer, che però risulta un carattere drammaturgico piuttosto orripilante e appiatito perdendo quel fascino che nei flashback della prima stagione aveva posseduto anche a causa della scarsa performance mostrata da Renée Elise Goldsberry.

Ogni singolo personaggio inserito a nuovo entro Altered Carbon 2 non possiede quella forza necessaria per una storia del genere e l’unica nota positiva della stagione risiede nell’evoluzione dell’I.A. Poe che accentua in maniera ottimale la sua trasformazione interiore da strumento meccanico a una ricerca vera e propria di umanità che riesce a raggiungere nel finale di stagione quando però i suoi problemi di hardware sono ormai irreparabili e la sua memoria deve essere completamente cancellata. Ecco se gli sceneggiatori avessero messo questa cura sia negli altri personaggi che nell’evoluzione della storia stessa Alterd Carbon 2 sarebbe diventata un buon prodotto di livello come lo era la prima stagione, ma anche gli stessi eventi drammaturgici, nelle situazioni mostrate, non sono ben sviluppate risultando prive di spessore e sopratutto senza una reale sottotrama ma tutto risiede in ciò che viene mostrato.

Altered Carbon 2 rimane una serie di puro intrattenimento e che si rifà a molteplici colpi di scena che riescono a tenere alta la tensione conducendo lo spettatore, senza fatica, alla fine delle otto puntate nonostante una trama che lascia piuttosto perplessi. Da evidenziare però l’apporto tecnico e visivo che rimane notevole e ben realizzato grazie a un montaggio ritmico che mostra in maniera corretta i vari ricordi dei personaggi stessi. Se Westoworld 3 nonostante la venatura action riesce a mantenere alta la riflessione tematica legata al libero arbitrio e sulla immortalità stessa, questa stagione pur parlando sempre del senso stesso della vita e del tempo non riesce a mostrare queste riflessioni in maniera interessante ma va nella più pura superficialità.

Alla fine della visione di Altered Carbon 2 si ha la sensazione di una serie maltrattata dagli sceneggiatori che avevano mille possibilità per far evolvere e condurre la storia all’interno di un universo vasto ma che invece hanno preferito rimanere nel piccolo e riprendere la storia nel modo peggiore che potevano fare, attraverso una trama altamente errata che trova la sua natura sono in molteplici colpi di scena.

Note positive

  • Montaggio, effetti speciali
  • L’evoluzione di Poe

Note negative

  • Performance attoriale di: Anthony Mackie, Renée Elise Goldsberry e Simone Missick
  • Personaggi bidimensionali
  • Sceneggiatura: che non conduce in maniera ottimale la storia basandosi solo su vari colpi di scena fini a sé stessi.
  • Tematica che va sul superficiale

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