A Tor Bella Monaca Non Piove Mai – Scheda film

Anno: 2019

Paese di produzione: Italia

Genere: Drammatico

CAST TECNICO 

Regia: Marco Bocci

Sceneggiatore: Marco Bocci

Montaggio: Luigi Mearelli

Dop: Federico Annicchiarico

Musica: Emanuele Frusi

 

Aspect Ratio: 2.39:1

Durata: 1h 33m

Produzione: Minerva Pictures Group con Rai Cinema e Potenza Producciones

Distribuzione:  Altre Storie Distribuzione, Minerva Pictures

 

CAST ARTISTICO

Libero De Rienzo, Antonia Liskova, Andrea Sartoretti, Lorenza Guerrieri, Giorgio Colangeli, Massimiliano Rossi, Carlo D’Ursi, Giordano De Plano, Gabriel Montesi, Lorenzo Lazzarini, Fulvia Lorenzetti

A Tor bella Monica non piove mai – Recensione film

Film prodotto da Santo Versace, Gianluca Curti e Carlo D’Ursi e distribuito da Altre storie distribuzione, A Tor Bella Monica non ‘piove’ mai è l’opera prima da regista, dell’attore, Marco Bocci, il quale trae questo film dall’omonimo libro scritto sempre da lui. Uscirà nelle sale italiane giovedì 28 novembre.

Andrea Sartoretti in A tor bella monaca non piove mai

Trama

In uno dei quartieri più difficili di Roma, Tor Bella Monica, vive una famiglia come tante composta dai fratelli Romolo (Andrea Sartoretti) e Mauro (Libero De Rienzo) dal padre Guglielmo (Giorgio Colangeli) dalla madre Maria (Lorenza Guerrieri) e dalla compagna (Fulvia Lorenzetti) e figlia di Romolo, la quale per vari motivi fatica ad arrivare a fine mese. La nonna è morta da poco e non hanno più l’entrata sicura rappresentata dalla pensione, Mauro nonostante abbia studiato non riesce a trovare un lavoro fisso e vive di lavoretti precari e mal pagati e per via di questa poca stabilità ha perso anche la donna che amava: Samantha (Antonia Liskova), Guglielmo ormai in pensione dopo una vita di sacrifici affitta il suo locale a un napoletano che non gli paga la pigione da svariati mesi, Maria necessiterebbe in modo urgente di operarsi al piede ma non hanno i soldi, la compagna di Romolo non vorrebbe vivere con i genitori di lui.  L’unica entrata economica è rappresentata dal lavoro di Romolo, ex detenuto, che nonostante abbia messo la testa a posto ancora porta il marchio di criminale.

Tutti vivono, con sofferenza, questa situazione di ristrettezza economica e culturale, che non sembra trovare una soluzione, e cercano di rimanere onesti e risolvere i problemi in modo legale: si rivolgono a polizia e avvocati, ma niente, e come si dice a Roma: daje e daje la tensione e la disperazione aumentano sempre più fino a che Mauro il più tranquillo della famiglia decide di fare una rapina alla mafia cinese, così da avere anche quella stabilità economica per riconquistare Samantha.

Andrea Sartorfilm A tor bella monaca non piove mai (2019)

Analisi del film

A Tor bella Monica non piove mai è una riflessione senza pregiudizi su cosa vuol dire vivere in periferia, e discostandosi da molti film simili, non mostra buoni (i cittadini) e cattivi (la polizia) ma mostra tutti come vittime di un sistema sbagliato che non sa intervenire ma che sa solo marchiare e condannare e che crea solo tanta ingiustizia. L’impotenza della polizia è esemplificata dal bellissimo personaggio interpretato da Giordano De Plano: Ruggero, ex poliziotto a cui un eroinomane ha ucciso moglie e figlia e che per un cavillo giudiziario è uscito di galera solo dopo pochi mesi, e che dal dolore di non vedere giustizia lascia la polizia e decide di trovare il responsabile per farsi giustizia a modo suo.

A Tor Bella Monaca Non Piove Mai film

In gergo ‘piove’ è un codice che serve ad avvisare dell’arrivo della polizia e quindi il titolo sembra suggerire che a Tor Bella Monaca la polizia non interviene o non può intervenire mai e in parte è così, ma come ha spiegato Marco Bocci, indica anche l’aridezza del posto: dove non piove non nasce nulla di buono, di bello. Le persone come le piante hanno una grande capacità di resistenza: bastano anche poche cure affinché possano crescere bene e belle ma una privazione prolungata dall’acqua porta sempre alla morte e alla bruttezza.

A Tor bella Monica non piove mai inizia in medias res mostrando subito la rapina, e poi tornando indietro, fa vivere con un ritmo davvero eccellente la storia. Un lungometraggio che fa riflettere, sorridere e anche commuovere, che sa rappresentare senza filtri, con sincerità e umanità, tutta la precarietà di chi vuole essere onesto in un ambiente che spinge ad essere disonesti e la difficoltà di avere redenzione se si ha sbagliato. Il rapper Rancore nella sua canzone tufello, parlando del suo quartiere, anch’esso periferia di Roma, dice:

E quelli che fanno i torti perché sono i più alti

Mentre quelli più bassi son ritenuti scarti

E se ti pieghi, col cazzo che poi t’alzi in piedi

Se una volta che stai sotto stanno sotto anche i tuoi eredi

Note positive

  • Film piacevole
  • Un cast azzeccatissimo
  • Una bella storia
  • Regia molto suggestiva con delle bellissime inquadrature

Note negative

  • La scena dallo psicologo ha toni un po’ troppo patetici