“Ogni anno soffio sulle candeline ed esprimo lo stesso desiderio: vorrei essere maschio”
(Cit. 3 Generations - Una famiglia quasi perfetta)

3 GENERATIONS – Una famiglia quasi perfetta è un film drammatico del 2015 diretto da Gaby Dellal e distribuito nelle sale cinematografiche italiane l’anno successivo.

La sedicenne Ramona vive a New York con sua madre Maggie, sua nonna Dolly e Frances, compagna della nonna. Si fa chiamare Ray, si veste e si comporta da ragazzo e l’unica cosa che desidera è diventare maschio. Non vede l’ora di cominciare a prendere il testosterone e togliere per sempre la fascia elastica che le nasconde il seno, così potrà finalmente guardarsi allo specchio senza disprezzare quel corpo che non ha mai sentito suo.

La decisione di Ray destabilizza e sconvolge rapidamente la vita della famiglia.

3 generations l'occhio del cineasta

La nonna non capisce perché vuole cambiare sesso e perché così in fretta.

“Perché non può essere semplicemente lesbica?” è sicuramente la frase che meglio sintetizza il pensiero della nonna, piuttosto moralista anche se per niente all’antica. Una nonna che considera una mutilazione il voler cambiare sesso, e che crede sia meglio essere autentici anziché normali.

Maggie, la mamma, è più comprensiva e appoggia la decisione di Ray, anche se a fatica e con sofferenza, con tanti dubbi e paure. Ha cresciuto una figlia da sola e ora da sola continuerà a crescere quel figlio che non vuole essere più un’eccezione e che ha solo voglia di cominciare una vita nuova.

“Non è una scelta, non è un capriccio. Ray si vede maschio. La sua vagina non fa più parte del suo corpo. La natura ha fatto un brutto scherzo”(Cit. 3 Generetions - Una famiglia quasi perfetta)

Per poter cambiare sesso, è necessario che il padre di Ray/Ramona dia il suo consenso e firmi il modulo che permetterà all’adolescente di iniziare le cure ormonali.

Maggie allora va alla ricerca di Graig, che non vede sua figlia da molti anni e che non immagina neanche minimamente quello che le sta succedendo.

3 generations recensione

3 Generations – Una famiglia quasi perfetta è un film drammatico interpretato da Elle FanningNaomi WattsSusan Sarandon, in cui ci sono momenti di forte intensità, ricordi che tornano a galla, verità sconvolgenti e segreti che sembrano rompere gli equilibri e dissolvere una fragile e apparente normalità.

Il tema trattato nel film di Gaby Dellal non è un tema originale, basti pensare a film come “Cambio di sesso” (1976) e il più famoso “The danish girl” (2015) in cui il protagonista, proprio come Ray/Ramona, non si sente a proprio agio nel corpo in cui è nato e decide quindi di iniziare la trasformazione.

Originale è però sicuramente il modo in cui viene trattato l’argomento e cioè attraverso tre punti di vista differenti, o meglio 3 generazioni che si scontrano e si confrontano per giungere alla fine a un assestamento degli equilibri e a una condivisione più profonda dei sentimenti.

3 Generations – Una famiglia quasi perfetta è un film che a tratti scorre piacevolmente a tratti invece risulta piuttosto prevedibile e banale. A qualcuno potrà piacere e appassionare e ad altri addirittura annoiare, ma che comunque porterà tutti a riflettere su una tematica importante e a conoscere, anche solo superficialmente, gli stati d’animo di quel ragazzo, spesso deriso e umiliato, che può essere il figlio, il fratello e il nipote di ognuno di noi.

“Non è una giornata di merda, nonna. La mia è una esistenza di merda”(Cit. 3 Generetions - Una famiglia quasi perfetta)

3 generations l'occhio del cineasta scena1 

Lati positivi

  • Ottima interpretazione di Naomi Watts che riesce a trasmettere, anche solo con lo sguardo, tutta la preoccupazione e l’ansia di una madre che vuole solo la serenità di sua figlia.
  • Il personaggio della nonna Dolly, interpretato perfettamente da una Susan Sarandon ironica e divertente, che sdrammatizza e alleggerisce l’atmosfera, strappando spesso un sorriso non solo alla figlia e alla nipote, ma anche allo spettatore.

Lati negativi

  • Elle Fanning poco credibile nei panni di Ray, a mio modesto parere.
  • Numerosi stereotipi e luoghi comuni sull’omosessualità e sul transessualismo

 

 

Luisa Pacella